CAMPOTTO DI ARGENTA
Le tre valli, Campotto, Bassarone e Vallesanta, sono comprese tra il corso del fiume Reno e i torrenti appenninici Idice e Sillaro e occupano una superficie complessiva di 850 ettari.
Le Valli sono state create nella loro attuale morfologia all'inizio del secolo, dopo le opere di bonifica compiute dal Consorzio della Bonifica Renana, e costituiscono le casse di espansione in cui si convogliano le acque di piena dei fiumi della Bassa Pianura Bolognese.
Divenute sin dagli Anni '60 uno dei più importanti siti di nidificazione, transito e sosta dell'avifauna acquatica, nel 1976 le valli furono inserite tra le aree soggette alla Convenzione di Ramsar del 1971, per la tutela delle zone umide di importanza internazionale.
Dal 1977 è stata istituita l'Oasi per la salvaguardia e la protezione della flora e della fauna. Campotto rappresenta una zona di sosta fondamentale per gli uccelli migratori; nell'oasi è presente una stazione di cattura ed inanellamento della fauna selvatica ornitica, dove periodicamente studiosi si radunano per verificare le traiettorie delle rotte migratorie degli uccelli.
L'Oasi delle Valli di Campotto e' parte di un territorio di eccezionale valore storico-naturalistico, caratterizzato dalla presenza dominante delle acque, la quale, attraverso i tempi, ha impresso contrassegni profondi sull'ambiente, la natura, la vita dell'uomo. Al dominio delle acque l'uomo ha contrapposto uno sforzo millenario per regolamentarle, affinchè fosse possibile impiantare coltivazioni e abitati e rendere sicure le attività economiche e le condizioni igieniche. La storia delle bonifiche, che attraversa i secoli fin dall'età precristiana, ha condotto il controllo idraulico, nel comprensorio alla destra del Reno, a un livello accettabile.
Oggi si riscontra un sostanziale equilibrio, nel quale la vita economica e sociale e i valori ambientali trovano assetti adeguati alle moderne esigenze. Ove si stendevano, un tempo, plaghe malsane e repulsive, le Valli di Campotto, zona umida d'interesse internazionale e Stazione del Parco del Delta del Po, offrono al turista e allo studioso un affascinante paesaggio, ricco di presenze vegetali ed animali, che popolano habitat in qualche modo evocativi degli originari ambienti naturali.
Tappeti galleggianti di ninfee si alternano alle distese di genziane d'acqua e canne palustre e ai prati umidi a grandi larici; svettano le molte specie arboree del bosco igrofilo del Traversante; nelle acque, nel cielo, nei dossi, pesci, uccelli stanziali e migratori e altri animali testimoniano la vita della palude.