Campanile e atrio
Il campanile, alto 50 metri, si alza come uno stelo gigantesco. Le quattro facce sono identiche. La tenue rastrematura e l'accortezza di ampliare le aperture man mano che si sale alleggeriscono l'imponente mole della torre che, maestosa e rosseggiante, domina le contigue valli e le sconfinate pianure. La lapide ricorda l'anno di costruzione e l'autore: 'Nell'anno1063 Mastro Deusdedit mi ha innalzata'.
Come nella torre, anche nella facciata del portico coesistono architettura e decorazione.
L'atrio, architettonicamente semplice, è un capolavoro di leggerezza e ornamentazione.
Fregi in terracotta, sculture di recupero, animali simbolici, maoliche, bassorilievi, rosoni, fasce nastriformi in cotto. Il tutto incastonato, in modo solo apparentemente casuale, in un muro di mattoni rossi e gialli diversi per tono e forma.
Mastro Mazulone è l'autore di questa meraviglia.
La chiesa
La chiesa è divisa in tre navate e nove campate.
Le due più vicine alla facciata sono assai più larghe delle altre perchè frutto dell'ampliamento completato nel 1026 durante l'abbaziato di san Guido.
Le ammirevoli pitture a fresco che ornano le pareti della navata maggiore sono accomunate da un unico tema: la storia della salvezza, ripartita in tre tempi: Vecchio Testamento, Nuovo Testamento e Apocalisse. Il Giudizio Finale è presentato nella facciata interna. Sono tutte opere del 14° secolo.
L'eloquenza popolaresca e realistica con cui sono rappresentati gli avvenimenti appare fin dal primo riquadro del Vecchio Testamento.