Acquapark: Parco Acquatico a Lido delle Nazioni
Un nuovo mondo sta per emergere
Tahiti presenta un nuovo parco acquatico.
una storia che prende vita
Ti è mai capitato di ascoltare una storia e desiderare di farne parte?
Ora puoi viverla!
Al Camping Village Tahiti la fiaba del nuovo parco acquatico diventa realtà!
Abbiamo creato per te e la tua famiglia un mondo magico ispirato alle grandi cime della Polinesia, dove l’acqua e l’avventura si incontrano. Esplora i sentieri tra i monti e vulcani Rotui, Otemanu e Orohena e trasforma ogni tuffo in un capitolo di una storia che rimarrà nel cuore.
Ora puoi viverla!
Al Camping Village Tahiti la fiaba del nuovo parco acquatico diventa realtà!
Abbiamo creato per te e la tua famiglia un mondo magico ispirato alle grandi cime della Polinesia, dove l’acqua e l’avventura si incontrano. Esplora i sentieri tra i monti e vulcani Rotui, Otemanu e Orohena e trasforma ogni tuffo in un capitolo di una storia che rimarrà nel cuore.
l'acqua
si muove
la roccia
cambia
forma


Immagine a scopo illustrativo e potrebbe differire dalla realtà.
Manaiki bay
L'apertura di Manaiki Bay per l'estate 2026 è garantita salvo interferenze esterne come rallentamenti lavori dovuti a condizioni meteo sfavorevoli o arrivo tardivo delle autorizzazioni.
L'ingresso a MANAIKI BAY è a pagamento e con lo stesso ticket puoi accedere anche a tutte le attività e ai servizi del Camping Village Tahiti. La mancata apertura prevede un rimborso legato al parco ma non al pernottamento.
L'ingresso a MANAIKI BAY è a pagamento e con lo stesso ticket puoi accedere anche a tutte le attività e ai servizi del Camping Village Tahiti. La mancata apertura prevede un rimborso legato al parco ma non al pernottamento.
/ Monte Rotui
/ Monte Otemanu
/ Monte Orohena
/ Monte Rotui
/ Monte Otemanu
/ Monte Rotui
/ Monte Otemanu
/ Monte Orohena
/ Monte Rotui
/ Monte Otemanu
/ Monte Rotui
/ Monte Otemanu
/ Monte Orohena
/ Monte Rotui
/ Monte Otemanu
Un viaggio tra vulcano e monti
Il cuore pulsante di questo nuovo regno è il maestoso Vulcano Pele, che ti accoglie con la sua presenza calda e rassicurante, proprio come nella fiaba.
Pele è una “gigante buona”, non fa paura, è un’alleata che regala emozioni a chiunque si avventuri nel suo regno.
Attorno a lei, il parco si divide in tre aree speciali pensate per abbracciare ogni età e ogni tipo di divertimento.
Pele è una “gigante buona”, non fa paura, è un’alleata che regala emozioni a chiunque si avventuri nel suo regno.
Attorno a lei, il parco si divide in tre aree speciali pensate per abbracciare ogni età e ogni tipo di divertimento.
Ogni montagna infatti ti guida alla scoperta:
Il Viaggio di Sunny...
Capitolo I
L'escursione di Sunny
Al Camping Village Tahiti tutti conoscono Sunny. È un amico allegro, con una camicia hawaiana piena di fiori e uno paio di occhiali da sole che porta sempre con sé. Ogni inizio stagione, Sunny promette alle famiglie di scoprire un posto nuovo dove poter passeggiare tranquilli, raccontare storie ai bambini e fare merende all’ombra.
Dalla piscina Aqua Therm ha osservato a lungo la linea dell’orizzonte. Tre cime si inseguono come onde ferme: la prima è Monte Rotui, non molto alto; la seconda è Monte Otemanu, un imponente vulcano ormai spento; la terza è Monte Orohena, altissima, con la punta che sembra toccare il cielo. Quelle cime lo chiamano da giorni, come se custodissero una storia da condividere con tutti.
Ecco perché, in una mattina chiara e pulita, decide di partire per un'escursione: saluta i bambini al Mini-Club, mette una borraccia fresca nello zaino e si incammina tra gli alberi.
Il cammino verso Rotui è gentile. Gli uccellini saltano tra i rami, e l’aria profuma di pino e di sale. A ogni passo immagina i bambini che ridono qui, i genitori che fotografano là, e gli anziani che indicano un vecchio sentiero che porta a una vista segreta.
Quando il sole si abbassa, Sunny decide di accamparsi per riposare e godere della vista sui tre monti. Si siede su un masso piatto, apre la borraccia e guarda il cielo cambiare colore. Le cicale smettono di cantare e le prime stelle si accendono, una alla volta, come piccole lanterne sopra la montagna.
Dalla piscina Aqua Therm ha osservato a lungo la linea dell’orizzonte. Tre cime si inseguono come onde ferme: la prima è Monte Rotui, non molto alto; la seconda è Monte Otemanu, un imponente vulcano ormai spento; la terza è Monte Orohena, altissima, con la punta che sembra toccare il cielo. Quelle cime lo chiamano da giorni, come se custodissero una storia da condividere con tutti.
Ecco perché, in una mattina chiara e pulita, decide di partire per un'escursione: saluta i bambini al Mini-Club, mette una borraccia fresca nello zaino e si incammina tra gli alberi.
Il cammino verso Rotui è gentile. Gli uccellini saltano tra i rami, e l’aria profuma di pino e di sale. A ogni passo immagina i bambini che ridono qui, i genitori che fotografano là, e gli anziani che indicano un vecchio sentiero che porta a una vista segreta.
Quando il sole si abbassa, Sunny decide di accamparsi per riposare e godere della vista sui tre monti. Si siede su un masso piatto, apre la borraccia e guarda il cielo cambiare colore. Le cicale smettono di cantare e le prime stelle si accendono, una alla volta, come piccole lanterne sopra la montagna.
Capitolo II
Un nuovo amico
Mentre cerca un punto comodo per riposare, Sunny inciampa in qualcosa di tondo e duro. Si ferma, si spolvera le ginocchia e guarda meglio. Il masso ha due piccole fossette lucide. Sembrano… occhi? All’improvviso una goccia rovente scivola sulla pietra e sfrigola nell’aria fresca della sera.
«Ehi… stai bene?» chiede Sunny con voce bassa, come si fa con chi ha paura. Il masso vibra appena e apre davvero gli occhi. «Io… mi chiamo Iki» sussurra. «Ho perso la mamma.»
Dal suo corpo di roccia colano sottili fili di lava, come lacrime che non sanno più come fermarsi. Sunny non ci pensa due volte. «Io sono Sunny. Ti aiuto a trovarla. Non ti lascio finché non la ritroviamo.» Lo dice piano ma con decisione, come si dicono le promesse vere. Alla promessa, il calore di Iki si fa più quieto, la lava smette di scorrere e resta un tepore buono.
All’alba, Sunny accompagna Iki verso il campeggio, perché prima di mettersi in cammino bisogna capire da dove iniziare. Provano a chiedere informazioni a tutti, finchè al Ristorante Moorea ascoltano per caso una storia di montagne che nascondono misteri, tra cui quello di una donna avvistata sui monti da parte dei clienti. Iki crede sia lei: «è Pele la mia mamma!»
Mentre Iki la descrive nei dettagli a Sunny, passano al Bar Bora Bora e mentre sorseggiano un frullato, notano appesa alla bacheca di fronte, un’antica mappa.
La mappa è semplice e bellissima. Il disegno mostra i tre monti: Monte Rotui, il più piccolo dei tre; Monte Otemanu e Monte Orohena. Una linea sottile unisce i tre monti come un sentiero da percorrere. Avvolgendo la mappa notano un simbolo particolare posto sotto l’ultimo monte: una goccia d’acqua. Sunny e Iki si guardano negli occhi chiedendosi cosa sia.
«Andiamo» dice Sunny, stringendo la mappa tra le mani. «Sono sicuro che con questa riusciremo a trovare la tua mamma» Iki annuisce piano. Anche se ha ancora paura, sente che non è più solo, e questo cambia tutto. I due amici si incamminano speranzosi, con la voglia di iniziare questa nuova avventura.
«Ehi… stai bene?» chiede Sunny con voce bassa, come si fa con chi ha paura. Il masso vibra appena e apre davvero gli occhi. «Io… mi chiamo Iki» sussurra. «Ho perso la mamma.»
Dal suo corpo di roccia colano sottili fili di lava, come lacrime che non sanno più come fermarsi. Sunny non ci pensa due volte. «Io sono Sunny. Ti aiuto a trovarla. Non ti lascio finché non la ritroviamo.» Lo dice piano ma con decisione, come si dicono le promesse vere. Alla promessa, il calore di Iki si fa più quieto, la lava smette di scorrere e resta un tepore buono.
All’alba, Sunny accompagna Iki verso il campeggio, perché prima di mettersi in cammino bisogna capire da dove iniziare. Provano a chiedere informazioni a tutti, finchè al Ristorante Moorea ascoltano per caso una storia di montagne che nascondono misteri, tra cui quello di una donna avvistata sui monti da parte dei clienti. Iki crede sia lei: «è Pele la mia mamma!»
Mentre Iki la descrive nei dettagli a Sunny, passano al Bar Bora Bora e mentre sorseggiano un frullato, notano appesa alla bacheca di fronte, un’antica mappa.
La mappa è semplice e bellissima. Il disegno mostra i tre monti: Monte Rotui, il più piccolo dei tre; Monte Otemanu e Monte Orohena. Una linea sottile unisce i tre monti come un sentiero da percorrere. Avvolgendo la mappa notano un simbolo particolare posto sotto l’ultimo monte: una goccia d’acqua. Sunny e Iki si guardano negli occhi chiedendosi cosa sia.
«Andiamo» dice Sunny, stringendo la mappa tra le mani. «Sono sicuro che con questa riusciremo a trovare la tua mamma» Iki annuisce piano. Anche se ha ancora paura, sente che non è più solo, e questo cambia tutto. I due amici si incamminano speranzosi, con la voglia di iniziare questa nuova avventura.
Capitolo III
La cima di Rotui
Dopo ore di cammino, i due amici raggiungono la salita verso Monte Rotui, la prima tappa del loro nuovo viaggio. Rotui è una montagna amica. Sotto i piedi ci sono foglie morbide e radici che sembrano scalini. Sunny scorge un sentiero che gira come una carezza intorno al fianco della montagna e invita l’amico a seguirlo.
Raggiunta la cima, ammirano il panorama dove si scorge in lontananza il mare. Sunny indica un masso largo sopra il quale possono riposare: «Qui un giorno potremmo fare merenda insieme ai nostri amici del Mini-Club».Iki ride piano. Per un po’ parlan d’altro: di cosa diranno alle famiglie quando torneranno, di quanto sia bello vedere tutto dall’alto, di come certe nuvole assomiglino a barche.
Dopo la breve pausa, proseguono il loro cammino fino a raggiungere un piccolo spiazzo di erba chiara. Da lì si vede bene la strada davanti a loro. Monte Otemanu, il vulcano, si alza poco più in là. Non ruggisce, non fa paura: sembra un gigante che ha sonno, con le spalle larghe e un respiro profondo. Dalla parte opposta, lontano ma limpido, Monte Orohena si staglia contro il cielo alto come dieci palme.
<< Guarda Iki! Ci sono delle gallerie, chissà se portano da qualche parte...>> dice sunny puntando il dito ai piedi del Monte Otemanu. «Scendiamo di qua» propone, mostrando un passaggio che porta verso il vulcano. «Entreremo nelle gallerie e chiameremo forte. Se la mamma può sentirci, ci risponderà». Iki si fa coraggio e annuisce al suo amico. La speranza gli scalda il petto, come quando si intravede la luce dietro una porta socchiusa.
Scendono da Rotui con passi sicuri, attenti a non scivolare. Quando toccano di nuovo la terra scura ai piedi di Otemanu, il silenzio è assordante. I due imboccano il tunnel mano nella mano, con la luce che si affievolisce via via che si allontanano dall’entrata per incamminarsi verso il cuore del vulcano.
Raggiunta la cima, ammirano il panorama dove si scorge in lontananza il mare. Sunny indica un masso largo sopra il quale possono riposare: «Qui un giorno potremmo fare merenda insieme ai nostri amici del Mini-Club».Iki ride piano. Per un po’ parlan d’altro: di cosa diranno alle famiglie quando torneranno, di quanto sia bello vedere tutto dall’alto, di come certe nuvole assomiglino a barche.
Dopo la breve pausa, proseguono il loro cammino fino a raggiungere un piccolo spiazzo di erba chiara. Da lì si vede bene la strada davanti a loro. Monte Otemanu, il vulcano, si alza poco più in là. Non ruggisce, non fa paura: sembra un gigante che ha sonno, con le spalle larghe e un respiro profondo. Dalla parte opposta, lontano ma limpido, Monte Orohena si staglia contro il cielo alto come dieci palme.
<< Guarda Iki! Ci sono delle gallerie, chissà se portano da qualche parte...>> dice sunny puntando il dito ai piedi del Monte Otemanu. «Scendiamo di qua» propone, mostrando un passaggio che porta verso il vulcano. «Entreremo nelle gallerie e chiameremo forte. Se la mamma può sentirci, ci risponderà». Iki si fa coraggio e annuisce al suo amico. La speranza gli scalda il petto, come quando si intravede la luce dietro una porta socchiusa.
Scendono da Rotui con passi sicuri, attenti a non scivolare. Quando toccano di nuovo la terra scura ai piedi di Otemanu, il silenzio è assordante. I due imboccano il tunnel mano nella mano, con la luce che si affievolisce via via che si allontanano dall’entrata per incamminarsi verso il cuore del vulcano.
Capitolo IV
Dentro Otemanu
Sunny e Iki stanno percorrendo le gallerie di Monte Otemanu. L’aria è tiepida e sospesa, mentre le pareti sono lisce, scavate dall’acqua e dal vento. Avanzano piano, accarezzando con lo sguardo i disegni che il tempo ha inciso sulle pareti.
Ogni tanto si fermano e chiamano: «Pele! Dove sei?» La voce rimbalza e torna indietro come un’onda, ma per ora nessuno risponde. L'unico rumore che sentono è il gocciolio che scende dall’alto. Le gocce cadono sul pavimento e si uniscono in piccole stelle d’acqua.
Iki muove le mani nervosamente: «E se non la trovassimo?» chiede, e la voce gli esce sottile. Sunny si volta, per rincuorare l'amico: «Io ho promesso di aiutarti, e lo farò. Non mi fermo finché non ti riporto da lei». La promessa non è una bacchetta magica, ma fa bene al suo morale.
Riprendono a cercare più attenti, esaminando ogni dettaglio che trovano sul loro cammino: una pietra leggermente scavata, un graffio che scende a zig-zag, una piccola orma che pare un piede lasciato da molto tempo. Più scendono, più sentono di essere sulla strada giusta ma Iki è sempre più inquieto.
Ogni tanto si fermano e chiamano: «Pele! Dove sei?» La voce rimbalza e torna indietro come un’onda, ma per ora nessuno risponde. L'unico rumore che sentono è il gocciolio che scende dall’alto. Le gocce cadono sul pavimento e si uniscono in piccole stelle d’acqua.
Iki muove le mani nervosamente: «E se non la trovassimo?» chiede, e la voce gli esce sottile. Sunny si volta, per rincuorare l'amico: «Io ho promesso di aiutarti, e lo farò. Non mi fermo finché non ti riporto da lei». La promessa non è una bacchetta magica, ma fa bene al suo morale.
Riprendono a cercare più attenti, esaminando ogni dettaglio che trovano sul loro cammino: una pietra leggermente scavata, un graffio che scende a zig-zag, una piccola orma che pare un piede lasciato da molto tempo. Più scendono, più sentono di essere sulla strada giusta ma Iki è sempre più inquieto.
Capitolo V
La rabbia di Iki
La lunga ricerca e la stanchezza si fanno sentire sulle spalle di Iki. Le domande nella sua testa girano senza trovare posto. «Non la troveremo mai!» esplode all’improvviso, e dalla frustrazione inizia a prendere a calci un sasso, poi due, poi tre fino calpestare una povera piantina che spuntava dal nero della roccia come un piccolo miracolo. Ogni gesto è un «non ce la faccio» che esce dal corpo invece che dalla bocca.
Sunny allunga un braccio per fermarlo. «Basta, Iki!» La sua voce è decisa: «Capisco che sei arrabbiato, ma non puoi sfogarti contro ogni cosa che ti capita a tiro. Io sono qui per aiutarti a trovare la mamma, ma non posso restare con te se non mantieni la calma.»
Iki abbassa lo sguardo. Il calore che prova non è più solo rabbia ma è vergogna e paura insieme. «Allora vado da solo!» scatta. Senza aspettare, si infila in una fessura e scompare nel buio della montagna. I suoi passi si sentono riecheggiare ancora per qualche secondo, poi tutto tace.
Sunny resta immobile. Si sente triste, sì, ma sa di essere nel giusto. Sa che dire di no a quel comportamento serve a proteggere il suo amico. Guarda la piccola pianta spezzata e la raddrizza piano con le dita, in un gesto gentile. Fa due passi indietro e si rimette sul sentiero principale, deciso a dargli il tempo di calmarsi.
Passano pochi minuti, forse di più e in quel silenzio, Sunny ripercorre nella sua testa il viaggio passato con il suo amico. Non vuole perdere Iki, ma capisce il suo stato d’animo.
Ed è proprio in quel momento, che sente un grido: «Sunny! Aiuto!»
Sunny allunga un braccio per fermarlo. «Basta, Iki!» La sua voce è decisa: «Capisco che sei arrabbiato, ma non puoi sfogarti contro ogni cosa che ti capita a tiro. Io sono qui per aiutarti a trovare la mamma, ma non posso restare con te se non mantieni la calma.»
Iki abbassa lo sguardo. Il calore che prova non è più solo rabbia ma è vergogna e paura insieme. «Allora vado da solo!» scatta. Senza aspettare, si infila in una fessura e scompare nel buio della montagna. I suoi passi si sentono riecheggiare ancora per qualche secondo, poi tutto tace.
Sunny resta immobile. Si sente triste, sì, ma sa di essere nel giusto. Sa che dire di no a quel comportamento serve a proteggere il suo amico. Guarda la piccola pianta spezzata e la raddrizza piano con le dita, in un gesto gentile. Fa due passi indietro e si rimette sul sentiero principale, deciso a dargli il tempo di calmarsi.
Passano pochi minuti, forse di più e in quel silenzio, Sunny ripercorre nella sua testa il viaggio passato con il suo amico. Non vuole perdere Iki, ma capisce il suo stato d’animo.
Ed è proprio in quel momento, che sente un grido: «Sunny! Aiuto!»
Capitolo VI
Un amico ritrovato
La voce di Iki rimbalza sulle pareti come una campanella lontana. Sunny non esita un secondo: esce dal sentiero principale e segue il grido d’aiuto, ripercorrendo le orme dell’amico fino a raggiungere una grotta dove le pareti sono lisce come vetro e il pavimento scivola verso il centro come uno strano imbuto. Volgendo lo sguardo verso il fondo, scorge due occhi che tremano nel buio.
«Sono qui!» grida Iki. Sunny stendendosi a pancia in giù, allunga le mani per afferrare l’amico: Iki con le lacrime gli riempiono gli occhi, si affida a quella mano amica e con uno sforzo, risale.
Quando è al sicuro, abbraccia Sunny e piange come fanno i bambini stanchi, senza più parole. «Scusa» mormora dopo un po’. «Mi dispiace.»
«Anch’io sono stato duro» risponde Sunny. «Ma non ho smesso, nemmeno per un attimo, di volerti bene e aiutarti a trovare la mamma. Ricominciamo insieme?» Iki fa sì con la testa.
Riprendono la strada, e dopo aver attraversato il vulcano e una lunga salita, raggiungono la cima di Monte Orohena dove si trova una grande sala. Nel frattempo, Iki sente un sussurro provenire da lontano: «è la voce della mamma!» esclama.
Presi dall’emozione stanno per incamminarsi quando si accorgono che sono presenti tre aperture scavate nella roccia, il cui percorso segue tre ruscelli che scivolano a valle. I due si guardano negli occhi domandandosi su quale percorso scegliere.
Presi dallo sconforto su quale via prendere, Iki nota sul pavimento un piccolo simbolo scavato nella roccia vicino alla terza apertura: è una piccola goccia d’acqua, la stessa disegnata sulla mappa che hanno trovato. Esclama: «è questa la strada giusta» mostrando felice il segno a Sunny.
«Allora è deciso» conclude Sunny, e gli porge la mano ed entrano insieme, quando Iki nell’afferrarla inciampa e trascina con sé l’amico.
Ruzzolando prendono velocità, e scivolano allegramente attraverso curve regolari, piccoli giochi di luce filtrano da fessure della montagna, mentre l’acqua li trasporta sempre più velocemente verso l’ignoto.
«Sono qui!» grida Iki. Sunny stendendosi a pancia in giù, allunga le mani per afferrare l’amico: Iki con le lacrime gli riempiono gli occhi, si affida a quella mano amica e con uno sforzo, risale.
Quando è al sicuro, abbraccia Sunny e piange come fanno i bambini stanchi, senza più parole. «Scusa» mormora dopo un po’. «Mi dispiace.»
«Anch’io sono stato duro» risponde Sunny. «Ma non ho smesso, nemmeno per un attimo, di volerti bene e aiutarti a trovare la mamma. Ricominciamo insieme?» Iki fa sì con la testa.
Riprendono la strada, e dopo aver attraversato il vulcano e una lunga salita, raggiungono la cima di Monte Orohena dove si trova una grande sala. Nel frattempo, Iki sente un sussurro provenire da lontano: «è la voce della mamma!» esclama.
Presi dall’emozione stanno per incamminarsi quando si accorgono che sono presenti tre aperture scavate nella roccia, il cui percorso segue tre ruscelli che scivolano a valle. I due si guardano negli occhi domandandosi su quale percorso scegliere.
Presi dallo sconforto su quale via prendere, Iki nota sul pavimento un piccolo simbolo scavato nella roccia vicino alla terza apertura: è una piccola goccia d’acqua, la stessa disegnata sulla mappa che hanno trovato. Esclama: «è questa la strada giusta» mostrando felice il segno a Sunny.
«Allora è deciso» conclude Sunny, e gli porge la mano ed entrano insieme, quando Iki nell’afferrarla inciampa e trascina con sé l’amico.
Ruzzolando prendono velocità, e scivolano allegramente attraverso curve regolari, piccoli giochi di luce filtrano da fessure della montagna, mentre l’acqua li trasporta sempre più velocemente verso l’ignoto.
Capitolo VII
Un dolce abbraccio
Dopo una lunga discesa, vengono catapultati all’interno di una piccola laguna. Vicino all’acqua, una figura sta in piedi, di spalle. Iki si ferma all’improvviso. Tutto il corpo si accende di attenzione, come quando si riconosce una voce anche senza sentirla davvero. «M… mamma?» dice piano, e la parola gli riempie la bocca come un boccone dolce.
La figura si volta. È Pele. Ha occhi buoni e un abbraccio grande come una casa. Non c’è fretta, non c’è rimprovero: c’è il sorriso di chi ritrova ciò che non ha mai smesso di aspettare. Iki corre e si tuffa tra le sue braccia. Pele lo stringe al petto e gli sussurra qualcosa che solo lui può sentire. Poi apre le braccia anche per Sunny, che si avvicina in punta di piedi e viene stretto con gratitudine.
Ridono e piangono insieme, ma questa volta le lacrime sono leggere, come pioggia d’estate che rinfresca senza bagnare troppo. Iki chiede scusa per i calci, per la fuga, per i guai. Pele gli accarezza la testa di roccia. «Le emozioni fanno parte di te» dice dolcemente. «Quando imparerai a rispettarle, diventeranno la tua forza, e ti riporteranno sempre sulla strada giusta».
Si siedono vicino all’acqua, senza fretta. Sunny racconta quindi il loro viaggio dall’inizio. Pele ascolta tutto con attenzione, poi ringrazia con un sorriso raggiante «Grazie per esserti preso cura di Iki, come potrò mai sdebitarmi?»
Sunny risponde: «Non è necessario, questo viaggio mi ha permesso di crescere, trovare nuovi amici e scoprire nuovi posti che porterò per sempre nel cuore»
Pele rilancia: «Sono contenta che ti siano piaciuti, sarai sempre il benvenuto e pure i tuoi amici. Lascia che ti guidi io alla scoperta di questo posto fantastico, chiamato: MANAIKI BAY»
La figura si volta. È Pele. Ha occhi buoni e un abbraccio grande come una casa. Non c’è fretta, non c’è rimprovero: c’è il sorriso di chi ritrova ciò che non ha mai smesso di aspettare. Iki corre e si tuffa tra le sue braccia. Pele lo stringe al petto e gli sussurra qualcosa che solo lui può sentire. Poi apre le braccia anche per Sunny, che si avvicina in punta di piedi e viene stretto con gratitudine.
Ridono e piangono insieme, ma questa volta le lacrime sono leggere, come pioggia d’estate che rinfresca senza bagnare troppo. Iki chiede scusa per i calci, per la fuga, per i guai. Pele gli accarezza la testa di roccia. «Le emozioni fanno parte di te» dice dolcemente. «Quando imparerai a rispettarle, diventeranno la tua forza, e ti riporteranno sempre sulla strada giusta».
Si siedono vicino all’acqua, senza fretta. Sunny racconta quindi il loro viaggio dall’inizio. Pele ascolta tutto con attenzione, poi ringrazia con un sorriso raggiante «Grazie per esserti preso cura di Iki, come potrò mai sdebitarmi?»
Sunny risponde: «Non è necessario, questo viaggio mi ha permesso di crescere, trovare nuovi amici e scoprire nuovi posti che porterò per sempre nel cuore»
Pele rilancia: «Sono contenta che ti siano piaciuti, sarai sempre il benvenuto e pure i tuoi amici. Lascia che ti guidi io alla scoperta di questo posto fantastico, chiamato: MANAIKI BAY»






























